Siamo Roma, nel quartiere di Trastevere, al secondo piano di un edificio anni 70. Il progetto nasce per realizzare il desiderio di una giovane coppia, di dare personalità alla casa in cui già vivevano (anche se di recente ristrutturazione), che fosse congrua alla loro. Eclettici, con molte passioni, amanti di feste e divertimento, soliti nell’accogliere molte persone, necessitavano di ambienti ampi e luminosi, in cui poter condividere momenti di convivialità, ma con delle caratteristiche che li rappresentassero. Lui, un imprenditore amante di moto e motori, lei donna intraprendente appassionata di moda e al servizio dell’accoglienza di alto livello con focus food e benessere, entrambe amanti dei viaggi, volevano avere la possibilità di inserire oggetti ed elementi di arredo acquistati in giro per il mondo, integrandoli nella loro casa, quasi fossero nati per essere collocati lì. Una vera commistione di stili diversi, con l’obiettivo però di ricreare la suggestione di un loft ma dalle linee più morbide e dal carattere meno ruvido, un’abitazione elegante ma con una sua identità specifica. L’appartamento aveva un parquet che percorreva ogni stanza della casa, di particolare bellezza che, pur con richiesta iniziale della committenza di toglierlo, alla fine è diventato il fulcro e la particolarità dell’intervento. Lunghi listoni scuri in rovere di Slavonia color carbone, lasciati solo in alcune porzioni della casa, diventano la scatola contenitiva del salotto, percorrendone pareti e soffitto. Il metallo diventa poi la linea guida del progetto, utilizzato in tutte le sue declinazioni e varianti, dal ferro al rame ossidato, alla ghisa e soprattutto per vetrate divisorie, quasi a ricordare vecchie finestre delle fabbriche non molto distanti.
Nepi